Imparare a fare surf in Marocco a trent’anni, l’esperienza di Martina

Ciao ragazzi! Oggi vi parlo della fantastica esperienza vissuta da MARTINA (cliccando vi collegate al suo IG). Continuate a mandarmi i vostri racconti di viaggio a: raccontimentenomade@gmail.com

Vai Martina! 🙂

Mai e poi mai avrei pensato di fare un viaggio organizzato per imparare a fare surf in Marocco a 30 anni. Eppure è successo.

Ma andiamo con ordine.

Sono un’ amante del mare e in passato avevo già approcciato a questo sport, pensando fosse perfetto per me.

Era il 2013 e mi trovavo alle Canarie da qualche mese e di certo era da lì che dovevo cominciare. Ma i risultati non furono un granché. Forse ero più attenta a sbavare dietro a quel gran figo del maestro piuttosto che a capire cosa dicesse sul surf.

Las Palmas de Gran Canaria 2013

Fatto sta che dopo qualche prova e pessimi risultati, mi sono scoraggiata e ho abbandonato l’impresa.

Arriva il 2017 e faccio un viaggio alle Hawaii. Che fai? Non ci riprovi? No. Grazie a Lane, che per chi non lo sapesse è il fantastico uragano che ci ha accompagnato durante la nostra permanenza lì.

Ma questa è un’altra storia, a tratti anche divertente.

Arriva il 2019. Un giorno, parlando con mia cugina, mi racconta che una sua amica lontana anni luce dal surf, dopo un po’ di pratica riesce a cavalcare con decisione le onde e allora mi propone se vogliamo provare anche noi.

Perché no! È fatta. Rincorro mia cugina per diverse settimane e tra un impegno e l’altro non riusciamo mai ad incastrare. Così, prima che anche questa nuova occasione svanisse, alla fine mi sono decisa a prenotare delle lezioni da sola.

Bene. Chiamo uno stabilimento a Ostia che fornisce questo servizio e prenoto la prima lezione. Vediamo cosa riesco a combinare.

Qui l’approccio è decisamente migliore. Un istruttore mi segue passo dopo passo e mi fornisce tutte le basi necessarie. Faccio una cosa come 5 lezioni e capisco che di lì a poco avrei dovuto fare qualcosa in più.

Amo viaggiare, allora per le vacanze di Natale di quest’anno avevo voglia di fare qualcosa di diverso dal solito viaggio. Volevo un’esperienza nuova, qualcosa che non avessi mai provato prima e ricominciare a fare qualcosa per la prima volta, che da tempo non facevo.

Si, perché troppo spesso pensiamo che l’età sia un limite, che non possiamo fare qualcosa perché non è l’età giusta per farla. Ma perché? Chi ha deciso che esiste un età giusta per fare o imparare a fare qualcosa di nuovo?

I limiti che abbiamo sono solo quelli che ci mettiamo nella nostra testa. E va bene, ma solo per poterli superare.

Inizia cosi a venirmi in mente che qualche tempo prima avevo visto, in una pubblicità sui social, un gruppo di ragazzi che organizzava viaggi legati al surf, in particolare per imparare a fare surf in Marocco.

Ma volevo qualcosa di più del classico surf camp. Perché? Perché doveva essere qualcosa di estremamente nuovo, volevo un esperienza davvero diversa. Inizio così a navigare nel loro sito, Surf Week, e trovo l’esperienza perfetta di cui avevo bisogno.

Il Surf Truck Week in Marocco.

Ma di cosa si tratta? Parliamo di un vero e proprio truck che si trasforma in un alloggio e ti permette quindi di spostarti lungo la costa andando a toccare diversi punti per poter fare surf.

Il truck può ospitare fino a 10 persone, ha quindi 5 stanze e una zona comune con cucina e salotto. Al suo interno è presente anche il bagno, non temete!

Il truck si muove per 3 volte all’interno delle settimana e i mini spostamenti per raggiungere gli spot per fare surf sono effettuati con un van più piccolo. Muta, tavole e tutto il necessario per surfare vengono forniti in loco, messi a disposizione dei proprietari del truck.

Tutto molto figo e molto bello. Ma non nego che mi sono fatta mille domande prima di prenotare. E se incontro un gruppo di persone molto più piccole di me? E se sono molto più grandi? E se tutti sono fenomeni del surf io che faccio? Mi imbarazzo e mi inibisco e non imparerò mai nulla!

È inevitabile che questi interrogativi prima o poi arrivino. Ma il bello è proprio questo. Perché ad un certo punto te ne freghi di tutte le domande che ti fai perché pensi a qual è l’obiettivo della tua scelta. Imparare a fare surf. Tutto il resto è un contorno. Male che va imparo qualcosa di nuovo. Bene che va incontro persone fantastiche con cui condividere un’esperienza diversa.

E allora? Prenoto!

21 Dicembre: Inizia la sfida

Si, esatto, parto esattamente la settimana di Natale. I miei ancora devono digerire questa scelta, ma anche qui volevo stravolgere un po’ le regole.

Arrivo a Marrakech con un volo da Roma di circa tre ore per poi prendere un bus, fare altre 3 ore e raggiungere Agadir, luogo in cui, il giorno dopo, i proprietari del truck ci sarebbero venuti a prendere.

Ci incontriamo con Edu e subito ci porta a destinazione.

Ragazzi appena arrivi l’impatto è pazzesco! Non avevo mai visto una cosa del genere!

Subito prendiamo posto nelle nostre stanze e ci beviamo una birra tutti insieme. Siamo praticamente nel bel bezzo del nulla! Immersi nella natura con vista oceano! Meraviglioso!

I proprietari del mezzo sono Edu e Daniela, due ragazzi portoghesi, che hanno disegnato il progetto e hanno dato vita a questo business tra Marocco e Portogallo. Loro saranno anche i nostri insegnanti di surf.

Le giornate sono scandite in questo modo:

sveglia verso le 7.30 per incontrarsi tutti insieme nella sala comune e fare un abbondante colazione: yogurt, caffè, marmellata, Nutella, cereali, uova e un sacco di altre cose.

Dobbiamo partire con la giusta energia perché il surf ti devasta, soprattutto all’inizio.

Poi verso le 9.30 ci si muove con un van più piccolo verso lo spot adatto per cominciare la lezione.

La prima mezz’ora si fa riscaldamento in spiaggia e vengono insegnati i passaggi fondamentali.  Fortunatamente siamo tutti principianti con poca esperienza alle spalle. Mi rilasso e inizio ad imparare tutto.

La vera pratica si fa in acqua. Tentativo dopo tentativo e con il supporto dell’istruttore che ti segue passo dopo passo si riesce già da subito a far qualcosa.

È bellissima la sensazione che provi quando riesci in autonomia a prendere l’onda, ti senti veramente il re del mondo!

Si sta in acqua fino all’ora di pranzo e in questo contesto non sono rari i momenti in cui vieni ripreso con la gopro dal maestro. Perché? Dopo te lo spiego…  e no, non per avere il video fighissimo da postare in rete (anche perché all’inizio stare un secondo sulla tavola è già un ottimo risultato, e poi parliamoci chiaro, all’inizio sei una sega!)

Si pranza al volo verso le 13.00 e si decide l’attività da fare il pomeriggio.

Una volta siamo andati allo small desert vicino Taghzout, un’altra volta abbiamo fatto un’escursione alla Paradise Valley, abbiamo girato la Medina di Essaouira, e ancora abbiamo fatto yoga su una collina vista mare o ci siamo rilassati nel villaggio di Imsouane.

  • Surf nello Small Desert (foto sopra)
  • Paradise Valley – Agadir (foto sotto)

 Medina di Essaouira

La sera poi si torna al truck, si lavano le mute, ci si doccia, ci si rilassa e tutti insieme si prepara la cena.  Un paio di volte durante la settimana, dopo cena, abbiamo visto le video lezioni, esatto, Edu e Daniela ci mostrano i famosi video fatti durante il giorno per farci capire quali sono i nostri errori e dove possiamo migliorare.

Questa cosa l’ho trovata molto utile perché vedersi dall’esterno ti aiuta a capire molte cose. 

Da oggi farò di tutto per praticare surf ogni volta che ne avrò la possibilità.

Ovviamente non sono un’esperta in materia, ma sicuramente posso consigliarti il Marocco come meta per surfare. Il posto è perfetto sia per i principianti sia per chi è ad un livello avanzato.

Le onde sono belle tonde e puoi scegliere se andare in line up, e quindi prendere l’onda da quando si forma, o se rimanere più a riva e imparare la tecnica con le onde bianche.

Noi abbiamo provato diversi spot, a Taghazout, a Imsouane (lo spot che ho preferito!) ed ad Essaouira. Sono eccezionali.

Questa esperienza è stata davvero importante e mi ha aiutato a capire molte cose che tra poco condivido con te.

Cosa mi ha insegnato il surf e questa esperienza

Da ogni esperienza cerco sempre di portarmi a casa qualcosa. Questa in particolare mi ha messo di fronte a tante cose che erano latenti nella mia mente, che sapevo, ma difficilmente applicavo.

Mi impegnerò per mantenerle vive in me e cerco di farne davvero tesoro.

Cosa mi ha insegnato il surf per il mio approccio alla vita?

  1. Età: Non esiste un età giusta per imparare a fare qualcosa. Ogni momento è quello giusto purché sia il tuo momento.
  2. Costanza: La costanza è essenziale . Ho provato varie volte a far surf. L’ho apprezzato solo quando mi ci sono messa con costanza.
  3. I fondamentali: I fondamentali sono importantissimi. Non puoi imparare a surfare se prima non impari le posizioni, se non remi a sufficienza se non sai attendere il momento giusto. E questo vale per ogni aspetto della vita. Per carattere quando voglio fare una cosa nuova vorrei già saperla fare, vado di fretta, non apprendo come si deve le cose basilari e quindi il risultato è un disastro.
  4. Ascoltati: Fai le cose passo dopo passo, non avere fretta e non avere paura del giudizio altrui. Prenditi i tuoi tempi e ascolta il tuo corpo.
  5. Pazienza: Per imparare a fare qualcosa di nuovo bisogna avere pazienza.
  6. Fai domande: Fai sempre domande su qualcosa che non conosci.
  7. Chiedi aiuto: Quando è necessario chiedi aiuto.
  8. Tenacia: Non abbandonare un buon proposito o un sogno solo perché non vedi i risultati. All’inizio è sempre cosi. Devi avere tenacia.
  9. Impegnati: Fatti il culo per raggiungere i tuoi obiettivi.
  10. Agisci: Quando vuoi qualcosa devi agire anche se a volte è faticoso.

L’unica cosa che mi ricordo oggi non è tanto la sveglia presto, il freddo, il mettersi la muta bagnata del giorno prima… (certo se ci penso non so come sia riuscita a farlo) ma il ricordo più bello che ho è quello che succedeva una volta che entravo in acqua.

Spariva tutto. Il freddo, la sveglia presto.. l’unico scopo era prendere l’onda e fare sempre meglio. Inoltre essere lì nell’oceano mi ha fatto dimenticare ogni tipo di preoccupazione, ogni ansia, ogni problema.

È un momento in cui stacchi da tutto e ti senti veramente libero. Più che mai.

Il mio consiglio per te? Quest’anno fai qualcosa che non hai mai fatto prima in vita tua e goditi il viaggio.

Un abbraccio,

Martina

  • Primo giorno di Surf – Taghazout 

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