l’OnTheRoad in Islanda di Marika!

Nei “VOSTRI RACCONTI” di oggi, MARIKA vi porta in Islanda!

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In questi giorni così tristi e pieni di malinconia mi sono presa un po’ di tempo per me, per dedicarmi ad una cosa che mi piace tanto fare: scrivere e che mi manca molto dai tempi del liceo. Ho sfruttato queste interminabili giornate per ritrovare i miei spazi e frugare tra i ricordi. Tra questi ricordi ci sei tu cara Islanda che questa estate mi hai regalato una delle esperienze più belle per ora vissute, è da molto che volevo scrivere di te ma tra impegni e ritardi è stato fino ad ora difficile trovare del tempo per farlo, scrivo perché temo che tutte le sensazioni provate possano volar via un giorno, ed io non voglio affatto. Questo è stato anche il viaggio che ha coronato uno dei traguardi importanti della mia vita: la laurea.


Quando si parte per l’Islanda l’unica regola è lasciarsi sorprendere, perché questa è la cosa migliore che sa fare, con me ci è riuscita a pieno.
L’Islanda sa stupirti da ogni punto di vista, è volubile, imprevedibile, è viva e puoi sentire i suoi battiti, ne puoi sentire il respiro. È la terra dei contrasti: del ghiaccio e del fuoco, selvaggia e calma allo stesso tempo. Qui si incontrano acqua, aria, terra e fuoco e forse è proprio questo a trasmettere quella pace e tranquillità che solo Lei sa dare. È scarna e desolata sembra come se non ci sia spazio per altro se non per sé stessa e la sua natura, con il ruggito del vento e un oceano arrabbiato sa farti sentire piccolo ma i suoi colori sanno colorarti l’anima. È solitaria, qui puoi guidare per ore senza incontrare nessuno, ma puoi incontrare te stesso mentre i tuoi occhi si perdono nell’orizzonte di distese sconfinate.
L’Islanda ti fa sentire in tanti posti nello stesso momento, in un battito di ciglia la terra muta con il cielo e sembra di essere contemporaneamente da un’altra parte, in un altro pianeta.
Qui c’è tutto quello che ho sempre desiderato: la natura che ti abbraccia e ti fa sentire parte di essa, ti prende per mano e tu non puoi che seguire i suoi ritmi e il suo umore, qui si torna ad essere parte di essa.
È stupefacente come in pochi centimetri di mondo ci sia così tanto da donare agli occhi e al cuore. È così ricca e concentrata di bellezze che si passa con pochi km in macchina da un ghiacciaio ad un vulcano, da ruscelli e laghi gelidi a sorgenti termali, dai geyser alle cascate e dalle montagne colorate al nero intenso delle spiagge.

L’Islanda mi ha fatto sentire viva con quell’aria frizzante sulle guance e il tempo imprevedibile. I cavalli liberi di correre con la criniera al vento mi hanno trasmesso libertà. Mi ha regalato degli incontri inaspettati che mi hanno fatto tornare bambina come davanti ad un giocattolo appena portato da Babbo Natale. I puffin, quei buffi pennuti ci hanno rapiti siamo stati un intero pomeriggio a guardarli, una balena e due foche avvistate il penultimo giorno di viaggio sono state un saluto che non ci aspettavamo.

Questa vacanza per me è iniziata molto tempo prima della partenza, con tutte le volte che ho studiato e ricalcolato il tragitto con gli occhi incollati al pc e la testa già lì, in quel posto magico e ancora troppo lontano. 

Ogni pagina dell’Atlante leggendario delle strade d’Islanda mi ha reso impaziente e mi ha fatto sognare per mesi la partenza, che però quando è arrivata non è stata proprio come me l’aspettavo…Infatti, la vera vacanza è iniziata nel peggiore dei modi con un volo cancellato e la disperazione di una notte in aeroporto senza la certezza di poter partire il giorno successivo. Dopo l’iniziale sconforto non ci siamo persi d’animo, la mattina dopo, appena svegli dopo la nottata in aeroporto, abbiamo trovato un nuovo volo Roma Fiumicino-Vienna-Reykjavík, altra notte passata cercando di dormire spalmati tra valige e pavimento nell’aeroporto di Vienna.
Finalmente dopo due giorni con il fiato sospeso siamo arrivati a Reykjavík e da qui inizia la nostra vacanza, mia di Gabriele e due nostri amici Mirko e Ginevra a bordo di una Dacia duster 4×4 riempita di valige e musica, con due giorni di ritardo ma ancora più carica nelle vene.
I giorni sono volati, 6 per l’esattezza, dove abbiamo fatto il giro della costa sud spostandoci di giorno in giorno e cambiando letto ogni notte. Ogni tappa del nostro viaggio è stata intervallata da lunghi viaggi in macchina tra racconti, canzoni, chiacchiere, risate e a volte qualche lacrima.

Sei giorni all’insegna della spensieratezza tra paesaggi, pasti improponibili e bagni termali, tra risate e stanchezza ma felici di essere lì, insieme. Perché un viaggio è anche questo, i rapporti e i legami che si creano, sono ricordi condivisi che resteranno per la vita. 

Resoconto dell’Islanda:

Ci ritornerò sicuramente per vedere le parti mancanti e la regina della notte: l’aurora boreale, unica pecca di questo viaggio che essendo partiti in estate non l’abbiamo potuta vedere.

Cosa abbiamo imparato da questo viaggio? i nomi islandesi sono impronunciabili o meglio sono pronunciabili a modo nostro, nelle cucine islandesi non si può cucinare senza far partire l’allarme antincendio, i lavandini dei bagni islandesi sono minuscoli. Portare sempre impermeabile anche con 27 gradi, sempre! 

Cose comiche di questo viaggio? Siamo riusciti a perdere un paio scarpe, un cappello, ci siamo fatti quasi strappare la portiera della macchina dal vento, abbiamo semi distrutto un drone, e ci hanno abbozzato la macchina. Ma siamo tornati tutti sani e salvi.


Itinerario percorso:
L’itinerario comprendeva anche la penisola di Snaefellsnes ma, causa degli imprevisti, non l’abbiamo potuta visitare, abbiamo dunque iniziato in nostro viaggio direttamente da Reykjavík e il Circolo D’Oro. Questo è il bello dei viaggi: puoi calcolare ogni minimo dettaglio ma ci sarà sempre un imprevisto, una variazione, un po’ come nella vita, niente va secondo i piani ma è ancor più bello sapersi reinventare.

Giorno 1
Siamo arrivati a Reykjavík nel pomeriggio e abbiamo fatto un giro veloce della città, viveri e ci siamo diretti al primo alloggio prenotato vicino alle attrazioni che avremmo visto il giorno dopo. Arriviamo in questa casina in legno, sperduta nel nulla, dipinta dall’arancio di un tramonto e con due cavalli dolci e liberi proprio di fronte alla nostra porta di casa. Questa è stata la prima di tante sorprese.

Giorno 2
– Geysir prima vera tappa, paesaggio lunare che si mischia tra il marrone ruggine del terreno e l’acqua celeste zampillante in un atmosfera sospesa. Appena arrivati senza nemmeno esserci preparati eccolo che il Geyser ci mostra tutta la sua potenza con un getto d’acqua di 30 metri, siamo rimasti qui per un bel po’ a osservare l’acqua danzare, gonfiarsi ed esplodere con una potenza straordinaria.
– Gullfoss, appena arrivati non riuscivamo a renderci conto di dove fosse la cascata e mentre scendevamo le scale abbiamo iniziato a sentire il rumore fino a che eccola lì, un’immensa distesa di acqua con un’enorme portata e un rumore che scuote il cuore. Bellissima e forte.
– Haifoss, una cascata meno turistica, timida e semplice. C’eravamo noi il vento e la natura, mi ha colpito molto.
– Hjalparfoss, una piacevole scoperta, è una cascata che si staglia in due getti gemelli fino a formare un laghetto, non programmata ma bella quanto inaspettata.
Per concludere la giornata ci siamo fermati ai Bagni fontana per una giusta pausa relax, una piccola spa poco affollata, curata e rilassante. Conclusione di giornata rigenerante. Ci siamo diretti, infine, alla nuova casa comoda per il giorno dopo per affrontare il trekking di Landmannalaugar, anche questa una piccola casina in legno con una vista meno bella della prima ma con una comoda vasca idromassaggio all’aperto (utilizzata il giorno dopo di ritorno dal trekking di landmannalaugar).

Giorno 3
– Landmannalaugar, posto straordinario e solitario, ci abbiamo passato un’intera giornata, zaino in spalla e la testa libera dai pensieri, stancante e rilassante. Questo posto è un’esplosione di colori, il blu, il verde, il rosa, l’arancione, migliaia di sfumature che colorano le montagne e hanno colorato anche il mio cuore, un paesaggio unico. Qui in pochi minuti di trekking siamo passati dalla terra fumante ai ghiacciai in cima alle montagne, straordinario. Nel ritornare verso casa ci siamo fermati alla Þjóðveldisbærinn Stöng una tipica fattoria vichinga un luogo che sembra uscito da una fiaba, trasmette pace.

Giorno 4 

Questo è stato il giorno del vento e delle cascate.
– Seljalandsfoss (chiamata da noi per tutta la vacanza: la cascata che ci passi dietro), qui nel percorso che porta dietro la cascata ci siamo bagnati come pulcini, forse un po’ troppo affollata ma davvero bellissima.
– Gljufrabui è una cascata scavata nella roccia, davvero particolare e suggestiva.
– Skogafoss bella, forte, assordante. Questa secondo me è stata la cascata più bella vista in Islanda, un’immensa distesa d’acqua verticale che sa togliere il fiato.
– Dyrholaey, arrivati al promontorio abbiamo incontrato una forte tempesta che ci ha costretti a restare in macchina per circa un’ora, l’Islanda è anche questo vento pioggia e freddo anche in piena estate, ma tutto era programmato e abbiamo sfruttato questo tempo per riposarci. Passata un po’ la burrasca siamo andati a vedere questo stupendo paesaggio, grigio e sconfinato con il nero intenso della spiaggia e il rumore dell’oceano in tempesta. La pioggia ci tagliava le guance e il vento che sembrava volerci spazzar via, ci siamo goduti questo paesaggio così selvaggio e torvo, che mi ha conquistato molto di più che quando siamo ripassati due giorni dopo con il sole, dove però siamo riusciti ad ammirare migliaia di pulcinelle di mare. 

Guardare questo posto illuminato da due luci diverse è stato come vedere due facce della stessa medaglia.
– Reynisfjara beach, spiaggia bellissima con un’immensa scogliera basaltica e il nero della spiaggia così denso e profondo, qui abbiamo avvistato la prima foca della vacanza che abbiamo cercato di fotografare in ogni modo anche immergendoci nell’acqua gelida.

Giorno 5
– Lomagnupur il monte quadrato, siamo passati e ci siamo fermati per fare qualche foto aerea e ripartire. Dall’alto l’Islanda è ancora più bella che con i piedi a terra.
– Svartifoss, abbiamo fatto un piccolo trekking per arrivare qui in una stupenda giornata di sole, abbiamo trovato dei colori tersi e brillanti che hanno reso ancora più bella la cascata e il suo anfiteatro basaltico. Anche qui siamo partiti con sciarpa e cappello per arrivare in canottiera alla cascata, la volubilità dell’Islanda.
– Jokulsarlon e Diamond beach, queste due forse sono le attrazioni che più mi sono piaciute, quell’aria gelida e pungente nelle narici e le mille sfumature di azzurro e bianco, i ghiacciai che danzano nel lago di Jokulsarlon e poi cullati dalle onde del mare arrivano sulla spiaggia di Diamond beach. Si, Diamond beach mi ha stupito, forse è per me il posto più bello dell’Islanda.
– Stokksnes, un paesaggio ameno tra cavalli e onde del mare dove il monte Stokksnes immerge le sue radici. Qui abbiamo trovato un bellissimo tramonto e una balena che si divertiva a fare dei tuffi, e una piccola foca dalla faccia simpatica, altre sorprese inaspettate che ci ha regalato l’Islanda, che ancora una volta ci ha visti esultare per le sue meraviglie.

Il giorno 5 ci ha regalato la casa più bella del viaggio, noi da soli e la natura incontaminata una mandria di cavalli liberi intorno a noi, paesaggio verdeggiante e silenzioso. La casa piccola, in legno e piena di vetrate affacciata su questa meraviglia. Appena entrata mi sono detta “questa è proprio la casa dei miei sogni”.

Giorno 6 

Il sesto giorno di ritorno verso Reykjavík ci siamo fermati a fare una bellissima passeggiata a cavallo, esperienza che consiglio a chiunque, immersi tra prati e ruscelli con questi fantastici animali. Qui anche i cavalli hanno un ritmo diverso.

Ci siamo fermati poi nei posti che più ci erano piaciuti come Diamond beach ancora più bella del giorno prima, con la bassa marea c’erano molti più ghiacciai che illuminavano la spiaggia, e le Skogafoss finalmente con il sole. Infine, abbiamo visto le ultime due attrazioni del nostro viaggio Fjadrargljufur, Aereo DC-3, belle come ogni millimetro di Islanda ma non hanno rispettato le nostre aspettative. Il canion non ci ha sorpresi e l’aereo è un posto troppo turistico e secondo me cozza un po’ con il resto dell’Islanda. È stata una bella passeggiata ma niente di più, forse meno affollato avrebbe fatto un altro effetto chissà…

Giorno 7 Ripartenza

L’Islanda e i miei compagni di viaggio mi hanno fatto ridere come poche altre volte nella mia vita e mi hanno lasciato ricordi indelebili, che porterò con me ovunque andrò.

Non so fare una classifica delle meraviglie che ho avuto la fortuna di vedere, ognuno di questi posti mi ha lasciato estasiata, tutti particolari e unici nel loro genere. Ho cercato di farlo ma l’Islanda non si può descrivere, si deve vivere e accarezzare con i propri occhi.

Penso che non mi stancherò mai di viaggiare, scoprire, sperimentare e conoscere, è il mio ossigeno, la mia essenza. Poter viaggiare è una fortuna, io sono stata fortunata. Perché alla fine le nostre vite di cosa sono fatte? Di ricordi e sogni e i miei voglio che siano in giro per il mondo. 

Torneremo a viaggiare presto, per ora voliamo con la mente.

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