Ho visitato la mostra di Banksy a Ferrara

Probabilmente uno degli artisti viventi più popolari.

Oggi vi parlo dello street Artist Banksy.

Sono stato ospite al Palazzo dei Diamanti, a Ferrara, che dal 30 maggio al 27 settembre, ospita la mostra (non autorizzata dall’artista) del misterioso, discusso, amato, odiato, street artist britannico.

Nato negli anni ’70 a Bristol, la data esatta sembra sia il 1974.

Quello di Palazzo dei Diamanti è un grande evento che riunisce oltre 100 opere e oggetti originali dell’artista britannico in un percorso espositivo che dà conto della sua intera produzione: vent’anni di attività, dai primissimi dipinti fino alle opere provenienti da Dismaland. Stencil, serigrafie e tanto altro.

Tante le opere presenti, tra cui gli stencil dei famosissimi “Girl with the Balloon” , “Grannies”, “Love is in The Air”, “Nola” e tantissimi altri (trovate tutte le foto in basso).

Banksy è nato a Brisol, dove faceva parte di una “crew” chiamata DryBreadZ. Anche oggi che viene considerato una celebrità di livello mondiale, si reca spesso nella sua città natale. Il suo primo grande murales in esterni è “The Mild Mild West” dipinto nel 1997 per coprire una pubblicità in uno dei quartieri della città inglese. Raffigura un orso che lancia cocktail molotov a tre poliziotti in tenuta antisommossa, simbolo delle tante rivolte che hanno segnato la storia piuttosto recente di Bristol. 

In pochi sanno che Banksy prende grandissima ispirazione da un altro artista di strada, Blek Le Rat, considerato uno dei pionieri della street art, “copiando” l’uso dello stencil e il personaggio del topo.

Altra curiosità che non tutti sanno è che il giornalista Craig Wiliams è convinto di avere prove sul fatto che Banksy in realtà sia Robert Del Naja, frontman della band di musica elettronica “Massive Attack”.

Williams ha affermato di aver identificato più correlazioni sulle città in cui si sono esibiti i Massive Attack e dove sono apparsi i murales dell’artista. Secondo invece i criminologi della Queen Mary University di Londra, usando una tecnica chiamata “profilazione geografica”, Banksy sarebbe in realtà lo street Artist Robin Gunningham, residente a Bristol. La profilazione geografica è una sofisticata e affidabile tecnica di analisi statistica utilizzata in criminologia per individuare i recidivi. Secondo i critici infatti, quella di Gunningham ad oggi si tratterebbe della teoria più plausibile.

Pensiero personale.

La mostra è decisamente ben curata, allestita in maniera esemplare. E’ stata la mia prima mostra artistica post-covid e nonostante si tratta di meccanismi un pò “lenti” per la visita dell’esposizione (ingressi numerati, sia per visitare la mostra, sia per entrare nelle varie stanze), è una scusa in più per trattenersi più a lungo all’interno della mostra e dare più tempo a noi stessi per goderne a pieno.

Personalmente non sono un grande stimatore di Banksy. Ammetto che non mi sono mai affezionato a nessuna delle sue opere, anche se dietro ad ogni suo pezzo, si nasconde una storia molto affascinante.

Altra cosa che mi affascina molto della sua storia è l’esemplare modo in cui è riuscito fin da subito a far parlare di lui, tanto a renderlo, come dicevo all’inizio, probabilmente l’artista vivente più famoso al mondo.

Pieno di sorprese che altro non fanno che rendere il suo nome (e le sue opere) sempre più valutate nelle aste di tutto il mondo. 

Ricordiamo infatti la meravigliosa mossa di marketing durante l’asta del “Girl with Balloon”, venduta per la cifra straordinaria di 953 mila dollari (a fronte della quotazione massima di 300 mila) dove al termine dell’asta un meccanismo posto alla base della cornice dell’opera, ha ridotto in piccole strisce metà dell’opera.

Fatto sta che quella mossa, che si pensava potesse causare un forte ribasso di valore dell’opera, ha anzi raddoppiato il valore.

Non sarà amato da tutti, ma sicuramente è uno degli artisti viventi più discusso (e furbo) al mondo.

E voi cosa ne pensate di lui? Quali sono le sue opere che preferite?

Lascia un commento

Chiudi il menu