Bhutan: felicità e devozione

Dove ti trovi?

Il Bhutan o Butan, ufficialmente Druk Yul, è un piccolo stato himalayano dell’Asia, localizzato nella catena himalayana, la cui capitale è Thimphu. 

Confina a nord con il Tibet e a sud con l’India.

Storicamente era conosciuto con una cifra spropositata di nomi diversi tra cui:

  • Lho Pho Mon, ovvero terra meridionale delle tenebre 
  • Lho Tsendenjong, ovvero terra meridionale del cipresso
  • Lhomen Khazhi, ovvero terra meridionale delle quattro vie d’accesso.

Si pensa che l’attuale nome Bhutan derivi dal sanscrito Bhota-ant, tradotto sarebbe la fine del Bhot e Bhot è uno dei vari nomi del Tibet. Infatti, se osservate attentamente, il Bhutan rappresenta una delle porzioni meridionali della catena montuosa.

Priva di sbocchi sul mare questa nazione è composta da ben 20 distretti, ognuno con la sua unità amministrativa e le città principali sono: Thimphu la capitale attuale, Punakha la capitale antica, Paro, Phuentsholing e Trongsa.

Per gli abitanti di questo Paese il rispetto e la protezione della natura sono di rilevante importanza grazie anche alla regola della fede buddhista che impone il dovere di non nuocere in nessun modo la purezza di piante e animali. 

Cosa vedere?

Il Bhutan è:

  • i suoi rilievi che superano i 3000 metri di quota, con picchi fino ai 7000 metri
  • profonde vallate e grandi fiumi 
  • templi e villaggi incredibilmente pittoreschi. 

L’inizio del viaggio parte sicuramente dalla sua capitale, Thimphu, famosa per essere l’unica capitale al mondo senza semafori; i suoi abitanti continuano a preferire la presenza dei vigili locali con i loro guanti bianchi.

Lo stile architettonico bhutanese è rappresentato maggiormente dal Tashichoedzong, monastero buddhista e fortezza nella periferia nord e dal moderno monastero Drubthob Goemba anche noto come monastero di Zilluka. Molto noti sono anche il monastero del Tango e quello di Chagri.

Ricordatevi che i luoghi di culto sono sempre aperti ed è possibile parlare con i monaci che amano particolarmente il confronto con gli stranieri in visita.

Non può mancare una visita al Palazzo Dechencholing, dove nacque nel 1955 l’attuale sovrano. Dirigetevi poi verso Punakha, l’antica capitale del Bhutan, qui troverete il Punakha Dzong, dzong tra i più belli dell’intero paese.

È proprio a Punakha che ogni anno si svolge tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo il Punakha Tshechu Festival, uno dei più importanti del paese. In occasione di questa festività i monaci indossano maschere tradizionali molto colorate e ballano creando coreografie incredibili.

Nelle vicinanze di questo dzong si trova un ponte sospeso lungo quasi 250 metri che attraversa il corso del fiume. 

Se volete assaporate l’ebrezza di vedere un tipico passo himalayano non potete perdervi  il Dochula Pass, disseminato di cipressi avvolti dalla foschia e bandiere votive colorate.

Passate poi da Paro per ammirare l’antico Rinpung Dzong, risalente al XVII secolo, e mescolarvi tra i locali, magari assaggiando la gustosa carne di yak. 

Non può mancare tra le vostre tappe il monastero di Taktsang, tradotto “il nido della tigre”.

Fondato da Guru Rinpoche, colui che portò il Buddismo in Bhutan, è considerato il luogo più sacro di tutto il paese, raggiungibile solamente a piedi è situato ad oltre 3000 metri di quota.

La leggenda narra che Rimpoche restò in questo nido difficilmente accessibile in compagnia di una tigre per una quantità indefinita di mesi, concentrandosi su preghiera e meditazione.

Quando andare?

I mesi migliori per un viaggio in Bhutan sono ottobre e novembre, marzo e aprile.

In questi periodi le temperature sono perfette per avventurarsi in trekking che vi permetteranno di ammirare panorami mozzafiato immersi nelle natura.

Sconsigliati in assoluto i mesi di giugno, luglio e agosto a causa delle abbondanti precipitazioni influenzate dal monsone estivo.

Curiosità!

Ci piace raccontarvi qualcosa di cui magari non siete a conoscenza.

Ecco qui cinque “curiosità curiose”:

1. La gente chiama sé stessa Drukpa e chiama la propria patria Druk Yul, che significa “terra del drago” oppure Druk Tsendhen, “terra del drago del tuono”, perché la tradizione vuole che il tuono sia il ruggito del drago cinese, infatti raffigurato sulla bandiera.

2. Almeno il 60% del territorio statale deve essere ricoperto dal manto forestale per legge e per questo ogni anno viene piantato un albero per ogni altro albero abbattuto.

3. Questa la saprete in molti, ma è bello ricordarlo, in Bhutan il benessere del paese non viene misurato in base al PIL (prodotto interno lordo) ma in base al GNH, ovvero il Gross National Happiness, nel paese della felicità gira tutto intorno alla qualità della vita e alla felicità dei suoi abitanti.

4. La vendita di prodotti di tabacco è proibita, è consentito però ai viaggiatori portare le sigarette che devono essere consumate solo ad uso personale in luoghi adibiti.

5. I bhutanesi non hanno cognome ad eccezione della Famiglia Reale, per la quale è necessario al fine di identificare la dinastia Wangchuck. Gli abitanti invece hanno due nomi  e sono senza genere, bimba o bimbo non vincolano la scelta, perché in Bhutan non esistono differenze di genere.

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